|
SAN NICOLA DI BARI |
||||
| E' stata probabilmente una delle prime dedicate in Puglia al Santo vescovo di Mira, di qui quindi l'appelativo di protopontina. Le sue origini pare siano più antiche della Cattedrale, ma nulla è rimasto dell'originale essendo stata rifatta completamente nel XVIII secolo. Già dalla sua nascita la chiesa aveva un proprio Capitolo indipendente da quello della Cattedrale, formato da 14 presbiteri secolari governati da un Abate, nel suo interno anche la dignità del Cantore. Si celebrava in rito greco. Nel 1340 viene citata da Notar Domenico il quale racconta che nella chiesa fu radunato il popolo, quando la città era dominata dagli ungheresi, per eleggere il governatore. Nel XVII secolo è segnalata la presenza di due Confratenite. Nel corso dei secoli ha subito varie modifiche e diversi ampliamenti, probabilmente fino al XVII secolo era a croce greca che si estendeva fino all'altezza degli altari mediani. Nel 1600 la struttura primitiva viene allargata e portata nella forma attuale; consacrata dal Cardinale Orsini (futuro papa Benedetto XIII) il 1 Settembre 1675. Nel 1704 altro rifacimento nella facciata di prospetto. Nel 1780 fu riconosciuta e dichiarata Collegiata insigne dal Re Carlo di Borbone. Nel 1780 furono staccate dalla chiesa e adibite a sagrestia e sede capitolare, le superfici estreme delle due navate laterali ai lati dell'altare maggiore Restaurata più volte, specialmente negli anni 1931-33, in tale circostanza fu creata la nicchia per il gruppo scultoreo della Madonna di Pompei donato nel 1933 a devozione di Giuseppe Nicola D'Alonzo; la nuova scultura andò a sostituire la tela della "Decollazione del Battista". Su di un'altro altare fu sostituita la tela dell' Assunta con un dipinto raffigurante San'Anna e Maria Bambina realizzata da Angelo Amodio nel 1933. Sempre di questo periodo sono le vetrate figurate sulle navate laterali in prossimità dell'ingresso. E' stata successivamente riportata alla forma primitiva con i restauri degli anni 1980-85; abbatute le stanze laterali all'altare maggiore è stato ricavato un ampio presbiterio. Alcune opere d'arte mobili sono state ricollocate lì dove furono concepite. L'ingresso avviene da tre porte di cui la centrale presenta un portone ligneo realizzato nel 1953 dall'ebanista Giuseppe Nicola D'Alonzo. Interno basilicale a tre navate; soffitto piano con al centro una tela raffigurante il ratto di S. Nicola a favore del giovane Adeodato del XVIII secolo. I quattro altari minori a sinistra furono eseguiti a cura e spese delle famiglie Lupis e Ricci e consacrati nel 1714 dal Cardinale Orsini. Sull'altare che fino agni anni '80 conteneva la scultura della Madonna di Pompei fu ricollocata la tela della "Decollazione di San Giovanni"; ai lati dell'altare due monumenti funebri raccolgono i resti mortali di Vito Giacomo e Nicola Francesco della famiglia Lupis, secolo XVII. L'Altare maggiore, dopo restauri fu consacrato dal vescovo Cavalieri nel 1690; si presentava con la spalliera, Nei restauri degli anni '80 è stato ripristinato in forma basilicale utilizzando anche alcuni pezzi in marmo provenienti dalla Cattedrale. Nella navata sinistra, dal'ingresso: scultura lignea di Santa Cecilia realizzata ad Ortisei, secolo XX. A seguire l'altare di Sant'Eligio vescovo con una pala raffigurante lo stesso Santo del secolo XVII. Proseguendo l'altare dell'Annunciazione con pala di Nicola Gliri seguace di Carlo Rosa. Nel Cappellone del SS Sacramento una pregevole tavola cinquecentesca attribuita al "Maestro di San Nicola" che raffigura il Santo al centro e storie della sua vita ai lati. Probabilmente sono di diversa epoca. L'altare di questa cappella è ad intarsi di marmi e paliotto del XVII secolo, sul pavimento la tomba della famiglia Scacchi mentre a destra trova riposo il parroco don Giovanni Colangelo. Sovrasta questa sepoltura una lapide bronzea dello scultore Saverio Cirilli da Gravina. Fonte battesimale dell’XI secolo con copertura lignea realizzata nel'500; sovrasta il Battistero una tela raffigurante il Battesimo di Gesù di ignoto del '700. Sull’organo un interessante Crocifisso ligneo databile XVI sec. Il campanile è del XVIII secolo. |
||||
| . | ||||
|
|
|
![]() |
|
![]() |