| Nel 1553 l'ordine Eremitico
Agostiniano occupò una badia benedettina dedicata a San Vito
ubicata nel rione Fornaci.
Per le condizioni poco favorevoli del luogo i padri
pensarono di costruire un nuovo convento più vicino alla città
e ottennero l'area su cui era ubicata la chiesa di Sant'Antonio da
Vienna proprio vicino ad una delle porte della città.
Dal Tabulario del De Marino si evince che nel 1608
il convento non era ancora stato terminato nonostante vi abitassero
tre sacerdoti e tre laici che vivevano questuando per la città.
Nel 1680 furono avviate transazioni per
la vendita di alcune proprietà, nel frattempo acquisite dall'Ordine,
al fine del completamento della fabbrica conventuale e di una nuova
chiesa.
Con il passare degli anni il convento riceve altre
doti e offerte così come fiorirono altre vocazioni e nel
1633 i lavori erano terminati.
Ricaviamo dalla Visita dell'Orsini, del 1714, una
descrizione sommaria sulla chiesa :
Divisa in tre navate pa pilastri archivoltati in
stile dorico, la volta della navata centrale è adornata da
una serie di cotoloni e
cordigli. Oltre all'altare maggiore erano presenti altri otto
altari distribuiti nelle navate laterali, addossati ai muri
perimetrali. Dietro l'altare maggiore, di ottima fattura, in marmo
policromo,
il coro in noce.
Sette
sculture di Santi erano ubicate in apposite nicchie.
Sugli
altari e sui muri laterali i dipinti raffiguranti il "Martirio
di Sant'Erasmo"; "San Tommaso da Villanova" ; "Madonna
della Sanità con S: Agostino e San Vito"; " Maria
Incoronata"; " Madonna rifugio dei peccatori" e l'elenco
potrebbe continuare.
Sull'organo
erano visibili i dipinti di "Santa Teresa"; della "Madonna
del pianto" di " San Guglielmo e Davide".
Oggi
di questo patromonio è possibile ammirare il dipinto di "San
Tommaso da Villanova" e della " Madonna con Santa Chiara,
le statue di San Rocco e San Vito;
la tela di "San Tommaso da Villanova" di scuola napoletana
del sec. XVII , nella navata di sinistra.
Delle altre opere non è dato sapere la fine, complice la soppressione
napoleonica. Una ricerca più approfondita comunque può
essere svolta presso la Fondazione Pomarici Santomasi.
Il
Dipinto della " Nascita di San Giovanni Battista",
inizio sec. XVII, nella navata destra proviene invece dalla
Chiesa omonima.
I
mezzobusti lignei di Sant'Agostino e di San Donato sono stati trasferiti
presso il Museo Capitolare d'Arte Sacra.
Nei
primi anni del '900 il canonico Digiesi fondò una Pia Unione
del "Transito di San Giuseppe", facendovi collocare sull'unico
altare di destra oggi esistente un gruppo scultoreo in cartapesta.
In
questa chiesa è ricordata la memoria del vescovo agostiniano
di Gravina, Domenico Valvassorio.
Nella
chiesa è insediata la Parrocchia di San Giovanni Battista che
ha le competenze liturgiche anche sulla Chiesa Cattedrale.
La
facciata č a due ordini, con cornice marcapiano,ripartita da “lesene”.
La porta centrale con timpano spezzato.
Dalla
chiesa, il Venerdì Santo di ogni anno, si snoda la processione
del "Legno Santo " a cui vi partecipa una moltitudine di
fedeli.
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