| CHIESA S. MARIA DEL SUFFRAGIO detta del "PURGATORIO" |
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| Già dall'antichità il culto dei morti era molto sentito presso tutte le civiltà e religioni. Il popolo cristiano ha sempre creduto che i defunti fossero dei mediatori presso il Padre Celeste. Per questo motivo in numerose città sorsero confraternite dedite al culto dei morti ad opera di classi meno abbienti, mentre i più facoltosi potevano permettersi l'erezione di cappelle funebri ove seppelire e pregare per i propri cari. In questa realtà nella Cattedrale di Gravina, nel suo soccorpo ed in altre chiese sorsero altari dati in Jus patronato a famiglie nobili o a confraternite per la sepoltura dei propri aderenti ed in questa realtà sorse in Gravina il Sacro Monte dei Morti eretto nella chiesa che gli Orsini vollero dedicata a Santa Maria del Suffragio. Nel 1649 Ferdinando III Orsini congiuntamente alla moglie Giovanna Frangipane della Tolfa presentarono richiesta a S.E. Mons. Domenico Cennini, di istituire un Monte di Suffragio per le Anime del Purgatorio e di voler erigere e fabbricare a proprie spese una chiesa. Per tale "Monte" era previsto che fosse retto da sei governatori, tre nominati dal Duca e tre eletti dal vescovo pro-tempore di Gravina. Nel 1654 pare terminata la fabbrica della chiesa dato che, dai voti capitolari del Monte dei Morti, il vescovo Cennini concede sepoltura ai governatori che ne avevano fatto richiesta, tale data è incisa sul frontespizio del portale d'ingresso. La dedicazione da parte del vescovo Cennini avvenne il 17 maggio 1654. Il portale presenta una iscrizione dedicatoria a modo di drappeggio, al di sopra del drappo l'arma degli Orsini. Ai lati del portale l' identificazione scultorea degli stemmi dei committenti : gli orsi per gli Orsini, le torri per Frangipane della Tolfa. Ai lati della facciata sono presenti cartigli di stucco, realizzati nel '700, con motivo del teschio e frasi ammonitive. L'interno al momento della consacrazione si presentava ad unica navata con tre cappelle per lato e terminava all'arco prima dell'altare maggiore. In quel tempo erano presenti due soli altari. L' ampliamento si deve alla duchessa Giovanna dopo la morte del marito. Ella fece erigere il grandioso cappellone che terminò per essere la zona del presbiterio e nei quattro angoli furono collocate le statue dei Santi Gregorio Magno, Papa Clemente, Agostino, Basilio. Le sculture dei quattro Dottori della Chiesa sono state attribuite alla bottega di Andrea Falcone. L'altare maggiore fu consacrato dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, allora arcivescovo di Siponto, il 29 settembre 1675. A ricordo di questo evento esiste la lapide commemorativa. L'altare, di pregevole fattura, è stato realizzato in marmi intarsiati di chiaro gusto fanzaghiano. Dietro l'altare maggiore è collocata la "Madonna del Suffragio" dipinta da Francesco Guarini da Solofra intorno al 1651. La cornice originaria fu probabilmente sostituita nel '700 e vi furono, nella nuova, incastonati cinque quadretti attribuiti ad Andrea Miglionico, attivo ad Irsina, che li dipinse nel 1735. Essi raffigurano San Pietro, San Paolo, San Giovanni Battista, San Michele Arcangelo che scaccia i demoni, la Natività di Gesù Cristo. Nello spazio posteriore all'altare maggiore era posizionato il coro in noce oggi non più esistente. Nel 1686 effettuò la "Santa Visita" mons. Domenico Valvassorio il quale descrive ogni dipinto con i nomi dei Santi in essi raffigurati. Da questa "Visita" si evince che alcuni dipinti erano collocati in diversa sede da quella attuale. " L'Annunciazione" del Solimena era collocato dove si trova oggi, lo stesso dicasi per "L'Immacolata" nella seconda cappella a sinistra, mentre il dipinto di " San Gregorio taumaturgo con San Giovanni evangelista e Santa Vernacula", nel 1686, era nella terza cappella a sinistra mentre attualmente si trova nella seconda cappella a destra. Anche la prima cappella a destra ha conservato la identità originaria con la tela della " Madonna, San Giovanni evangelista e la Maddalena" sovrapposta da un Crocifisso. Non ci sono più i dipinti di "San Francesco Saverio" nella seconda cappella destra e il "Padre Eterno" nella terza cappella. Rimane invariata la disposizione degli altri altari anche nella "Visita" del cardinale Orsini del 1714 ad eccezione, nella terza cappella a destra, della sostituzione dell'altare dedicato al Padre Eterno con la dedica anche a San Giovanni evangelista. La consacrazione dell'altare avvenne nel 1721 ad opera di Mons. Cesare Francesco Lucini dopo restauri effettuati dal Duca Filippo Bernualdo Orsini. Sempre nel 1721 risulta spostato il dipinto di San Gregorio dal terzo altare a sinistra al secondo a destra dove si trova ancora oggi, e l'altare di San Francesco Saverio passa al posto di questi e sicuramente il dipinto non è quello originario il quale doveva raffigurare il Santo da solo. Il dipinto attuale comprende " L'Apparizione della Vergine a San Francesco Saverio e San Filippo Neri" opera di Francesco Santulli. Oggi nella terza cappella a destra non vi è alcun dipinto ma una statua di "San Giuseppe col Bambino" , mentre del dipinto del "Padre Eterno" non vi è traccia. I marmi di alcuni altari laterali sono attribuiti al Cimafonte e a Francesco Raguzzino. L'altare del Crocifisso fu rivestito in marmi a spese del Duca Domenico Orsini, l'altare della Madonna del Carmine a spese della duchessa Teresa Carracciolo. Nella cappella dell' Annunciazione vi è il monumento sepolcrale del fondatore Ferdinando Orsini, morto di peste a Napoli il 24 agosto 1658. Il mausoleo venne terminato nel 1660 dove la duchessa Giovanna Frangipane fece collocare i resti mortali del marito giunti appunto da Napoli. In questa cappella si riservava il diritto di sepoltura la famiglia Orsini, conferma la lapide del 1726 dettata proprio da Papa Benedetto XIII. Ai rifinimenti artistici della chiesa partecipano un pulpito ligneo del '700 e la cantoria il cui organo fu realizzato nel 1790 ad opera di Benedetto De Rosa. Nella sagrestia si ammirano i dipinti de "L'ultima Cena", datato 1743 di Emanule Mosca da Gravina a cui si attribuisce anche "L'Eterno"; la " Deposizione della Croce" e il "Sant'Antonio di Padova" sono al momento di anonimi. Nella chiesa è istituita la Direzione del Museo Capitolare d'Arte Sacra con alcuni pregiati mobili d'epoca e dipinti che fanno del monumento un'opera di eccezionale valore artistico. |
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