|
S.E.
Mons. Vincenzo Giustiniani, genovese, ma
nativo di Chio (Egeo), vescovo di Gravina (1593-1614), propria pecunia
posuit, eresse dalle fondamenta questo “insigne tempio” nel 1602, “ad
instar Cathedralis”, dedicandolo a “Santa Maria della Grazia”. Già
precedentemente in questa zona, extra moenia, esisteva una cappella dedicata
alla Madonna, il vescovo volle ampliarla e costruirla simile alla
Cattedrale, ma nel mentre la fabbrica avanzava, un crollo fece bloccare
i lavori che poi furono ripresi cambiando il progetto iniziale e costruendola
come si vede oggi.
La
porta centrale ha un architrave a bugnatura, a sagoma rotonda con capitelli
corinzi, sull'architrave un rotolo di pietra, spiegato. Al di sopra un
timpano triangolare con cornicioni spioventi, laterali, che chiudono la
corsa lineare della trabeazione. All'interno del timpano vi è scritto:
" PER FIDEM SPEM ET CHARITATEM". il timpano fà
da base alla torre centrale, facente parte dello stemma del vescovo che
si espande sull'intera facciata.
La chiesa lungo i secoli venne profanata molte volte anche perchè
era situata fuori dalle mura e lontana dalla città.
Nel 1734 in essa si accamparono le truppe austriache e durante la seconda
guerra mondiale servì da caserma alla fanteria motorizzata italiana,
quindi utilizzata per custodire motociclette. Dopo tanto oblio fu riaperta
al culto nel 1951 dal vescovo di Gravina Giovanni Maria Sanna che l'anno
dopo la eresse in parrocchia.
L’interno,
deturpato nel 1652, fu riportato alle origini nel 1989. Nella "Visita"
del vescovo Ferrero si legge che vi era un unico altare, quello maggiore,
che per ordine del card. Orsini fu demolito perchè fatiscente.
Sull'altare che fu rifatto vi era un affresco con le figure dei SS Pietro
e Paolo e della Vergine, l'affresco era contornato da una cornice intagliata.
Una navata
con dodici cappelle - alle origini due navate laterali - con volte a vela,
spartite da arcate lunate a tutto sesto. Ai lati di queste: medaglioni
in pietra degli Apostoli. Entrando, a sinistra, la terza cappella è dedicata
ai Caduti in guerra.
Statua
bronzea di Gesù deposto, opera di Giuseppe Menozzi, di Mantova, dono di S.E.
Mons. Aldo Forzoni, Vescovo di Gravina A.D. 1953-1962.
Altari
laterali del 1700. Sul fondo della parete del presbiterio, quadro: Madonna della
Grazia e ai piedi la Maddalena, opera di Giovanni Donadio, gravinese, 1814.
Sul
lato destro dell’altare maggiore: statua della Madonna della Grazia, incoronata
da Giovanni Paolo II il 25 settembre 1991, in piazza S. Pietro.
|