Basilica Cattedrale

SANTA MARIA ASSUNTA

Ferdinando Ughelli (1595 - 1670 ), abate cistercense molto erudito, nel tomo settimo della sua opea "Italia Sacra" edita a Venezia nel 1721, scrive che nell'anno 1092 il Conte di Gravina Umfrido d'Altavilla, della stirpe di Roberto il Guiscardo, avendo posta mano alla costruzione della Cattedrale, abbia pregato l'Arcivescovo di Acerenza, Arnaldo, di restituire la dignità episcopale a Gravina, per il cui mantenimento egli avrebbe fatto donazioni.

I segni di questa chiesa, in stile romanico, sono ancora abbastanza evidenti all'interno e all'esterno.

La notizia di Ughelli è presa dal documento pergamenaceo del 1327, copia dell'originale del 1092, conservato presso l'Archivio Storico Diocesano di Gravina.

 

 

 

Nel XV secolo la chiesa fu ampliata con la facciata principale rivolta ad ovest e ornata di uno splendido rosone e di un cornicione ricco di delicati motivi floreali e di mascheroni apotropaici.

 

 

 

L'interno, a pianta basilicale, offre un'immagine singolare.

 

Sui capitelli delle colonne, tutti diversi e di raffinata fattura, poggia un corpo murario alleggerito da bifore a doppia colonna.

 
 

 

Il soffitto barocco è coperto da un cassettone in legno dorato in cui sono incorniciate cinque tele. La tela centrale, più maestosa, raffigura Maria Assunta in cielo a cui è consacrato il tempio.

Lungo le pareti delle navate si ergono altari di scuola napoletana dei primmi anni del'700 in marmi policromi impreziositi da motivi madreperlacei.

 

Nella navata di destra si conservano: il fonte battesimale in cui è stato battezzato il Papa Benedetto XIII, al secolo Pier Francesco Orsini, certamente il più illustre cittadino di Gravina; la maestosa figura di San Michele attribuita a Stefano da Putignano; una pala quattrocentesca in pietra di Bitonto creata dal gravinese Guido da Guida. Notevole è il Cristo ligneo (XVI -XVII sec.)

Nella navata di sinistra si ammirano una tela del napoletano Bardellino del 1779, un affresco bizantineggiante raffigurante una Madonna, la cappella edificata nel 1632 su commissione del vescovo di Gravina Arcasio Ricci di Pescia ivi sepolto in un monumeto, dallo stesso fatto erigere, sormontato da un busto in pietra oggi attribuito alla scultore Francesco Mochi.

Nella cappella si può ammirare un organo del '600. Notevole è il rilievo della Madonna di Costantinopoli.

 

 

L'abside, sormontato da un arco arricchito da un pregevole festone, conserva un coro ligneo di fine Cinquecento fatto costruire dal vescovo Manzolio.

 

Della stessa epoca è l'ambiente ricostruito della sagrestia per volontà dello stesso vescovo Manzolio sulla cui parete Sud si staglia imponente un bancone in noce datato 1561.

Nella sagrestia sono conservati paramenti sacri databili dal XVI secolo.

 

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