BIBLIOTECA CAPITOLARE " FRANCESCO ANTONIO FINY"

Nel 1686 il vescovo di Gravina Domenico Cennini di Siena fu indotto a fondare una biblioteca affinche, sopratutto, gli ecclesiastici non disdegnassero il sapere e non adducessero a giustificazione della loro ignoranza e impreparazione anche la mancanza di libri.

Mons. Cennini vi fece giungere tutto il patrimonio librario da esso posseduto nel suo studio in Napoli che inizialmente fu collocato in qualche parte della Cattedrale insieme ad altri già posseduti, infatti una lapide esistente nella sagrestia ricorda questo avvenimento.

Mons. Domenico Valvassorio nel 1686 la visitò scrivendo che : " estat ante ecclesiam cathedralem", che era costituita da tre stanze, con molti libri legali e canonistici e di materie varie. lo stesso presule ne ordinò un'inventario.

L'iniziativa dal Cennini fu portata a compimento dal cardinale Vincenzo Maria Orsini, all'epoca arcivescovo di Benevento.

L’opera e l’esempio del Cennini, furono sostenuti quattro anni dopo dal lascito dei libri dell’arcidiacono Lettieri e successivamente da quello del Papa Benedetto XIII. Di proprietà, da sempre del Capitolo Cattedrale di Gravina fu la prima in Puglia e ciò lo conferma il Galanti quando afferma: “ … in Gravina soltanto si vede una biblioteca pubblica”. Per divenire di uso pubblico la biblioteca richiedeva una sede nuova e spaziosa ed una dote che servisse per il funzionamento e l’aggiornamento. Di questa particolare attenzione e necessità si fece pieno carico il Cardinale Francesco Antonio Finy, ex seminarista del Seminario di Gravina. Il progetto della nuova fabbrica fu affidata dal Capitolo all'architetto Donato Giannuzzi di Altamura che volle fosse ubicata di fronte al Seminario vescovile, alla chiesa del Purgatorio e alla pubblica fontana, ovvero al centro dell'antica piazza "delle some" o di Messer Gualtieri. per poter realizzare l'opera il Capitolo permutò, con sue proprietà, con l'Università delle stanze adibite a carceri e la sala ("lamione") ove avvenivano le pubbliche sedute consiliari. La costruzione della nuova sede fu terminata nel 1743 con un incremento di spesa che sollecitamente furono inviati dal benefattore il cardinale Finy ormai soddisfatto di veder realizzato il suo desiderio.

Dopo la morte del Finy, l'esecutore testamentario, il cardinale Giuseppe Spinelli, arcivescovo di Napoli, donò al Capitolo Cattedrale quanto aveva deciso il Finy, con atto del notaio Michelangelo della Nave, stipulato il 30 marzo 1747. il 18 giugno dello stesso anno fu nominato il primo bibliotecario nella persona del canonico Maddalena.

Attualmente la Biblioteca risulta costituita da 12.883 voci di ingresso, con 335 cinquecentine, 13 incunaboli, 1 manoscritto miniato, n. 62 periodici incompleti.

Gli argomenti predominanti sono: Letteratura italiana, latina, greca; teologia, filosofia, Diritto Civile e Canonico, Decisioni della Sacra Rota; un buon numero di volumi di Medicina e scienze, provenienti dal fondo dio A.Scacchi; opere varie e 425 edizioni musicali donate dal sacerdote don Luigi Sanseverino. Il Patrimonio Librario risulta essenzialmente antico.

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. OROLOGIO SEC. XVII

Scheda Tecnica Descrittiva Orologio sec. XVII
Tipologia :   Orologio da edificio
Data :  Struttura del XVII secolo
Costruttore Anonimo
Quadrante :

Cerchio esterno in muratura con cornice, numerazione con ore in  

numeri romani; cerchio interno in lamiera dipinta raffigurante il Re

Movimento :

Struttura a pilastri in ferro, treni separati per il tempo e per la Suoneria

Misure: cm 65 lato – h cm 80
Cordatura:  La cordatura viene effettuata due volte al giorno per tutti i giorni dell'anno
Note : 

Un sistema di leveraggi connessi al treno del tempo attiva il movimento degli occhi e delle bocche dei personaggi raffigurati sul quadrante: Vittorio Emanuele II e il generale Giuseppe Garibaldi

Intervento di

Restauro

 Il manufatto è stato oggetto d’intervento di restauro poiché si presentava in condizioni di significativo degrado dovuto alla presenza di ruggine e incrostrazioni su gran parte della meccanica. Visibili sono precedenti interventi di restauro che pare abbiano alterato le originarie caratteristiche costruttive.
   
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