TROISI VINCENZO

Ordine Congregazione della Missione

1749 - 1799

 

 

Nacque in Roccagorga il 23 dicembre 1749, dove suo padre Carlo, di Gravina, si trovava per servizio alla famiglia Orsini, che aveva quella città come feudo.

Compì i suoi primi studi in Gravina e, incline alla carriera ecclesiatica, fu inviato a Napoli presso la Congragazione dei Padri della Missione; succesivamente passò in Roma presso la Casa dei SS Giovanni e Paolo.

Ritornato a Napoli nel 1769, prese i primi voti.

Nel 1773 a Lecce ebbe il Diaconato e il Presbiterato.

Fu inviato in numerosi conventi, ma in quel di Firenze fu accusato dalla Santa Sede di avere comportamenti inclini al pensiero di Giansenio. Per questa ragione fu espulso dall'Ordine e allonatanato dalla Toscana.

Ritornato in Napoli, ebbe difficolta di sussistenza e fortunatamente gli fu concesso di insegnare Religione nell'Università.

Fu influenzato dalle teorie della Rivoluzione francese, che fece proprie.

Proclamata la Repubblica Partenopea, si insediò nel monastero di Montevergine ove partecipò alla commisione ecclesiastica che ebbe il compito, fra l'altro, di insinuare nelle forze armate le massime repubblicane sotto veste religiosa.

Pubblicò la "Messa repubblicana",l' "Orazione pro salute repubblicae" e lettere a stampa contro il Re di Napoli.

Il 21 giugno del 1799 cadde prigioniero delle orde del card. Ruffo e fu richiuso in carcere.

Giudicato insieme al vescovo della Torre e al parroco De Luise, anch'essi membri della Commisione ecclesiastica, fu condannato a morte.

Il 22 ottobre 1799 fu visto salire al patibolo invocando i nomi di Gesù e Maria e, fra il silenzio religioso degli astanti, fu impiccato.