Museo Capitolare di Arte Sacra

____________________________________________________________

Opere recuperate grazie al vostro aiuto

per informazioni museo@benedetto13.it

Recuperare l’Arte … Sacra

DECORAZIONI PARIETALI CHIESA GROTTA SAN MICHELE

L'intervento di restauro è stato finalizzato prevalentemente ad una operazione di tipo conservativo poichè la situazione generale versava in una condizione alquanto precaria ; esso è stato possibile grazie all'interessamento dell'Associazione Benedetto XIII e sopratutto al sostegno finanziario della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, sempre sensibile al recupero e alla conservazione del patrimonio culturale.

Il restauro, ad opera della REACO di Bari, è risultato più meticoloso rispetto alle previsioni in fase progettuale.

In fase operativa si è evidenziato un tipo di degrado del supporto lapideo abbastanza anomalo.

Il banco roccioso relativo a tutto l'ambiente, non escluse le pareti su cui sono realizzati gli affreschi, si presentava a scaglie sovrapposte come se la roccia fosse interessata da un processo di esfoliazione.

Non si è in grado, al momento, stabilire se questo fenomeno appartiene a problematiche relative al passato oppure questo è un processo attivo; intanto si è reso necessario intervenire con una certa urgenza in modo da bloccare questo tipo di degrado.

La maggior parte degli intonaci su cui sono dipinti gli affreschi presentavano porzioni distaccate dal supporto sottostante e tra le due superfici erano visibili scaglie che attraverso l'azione meccanica, avevano spinto in avanti lo strato d'intonaco dipinto rendendolo pericolante.

In alcuni casi quindi, è stato opportuno velinare lo stato pittorico e successivamente consolidarlo con inezioni di malta idraulica, previa eliminazione dei detriti presenti negli intertizi.

In altri casi non è stato possibile effettuare questa operazione a causa di scaglie cristallizate per la presenza di sali e quindi si è utilizzata una malta di riempimento a base di calce, sabbia di fiume e tufina, in grado di garantire una maggiore tenuta.

La fase successiva ha riguardato la pulitura mirata a rimuovere depositi di materiale organico e di sali presenti in superficie, in prevalenza solfati, non carbonatati.

La notevole quantità di sali tipo ossalati, presenti sotto forma di incrostazioni, risultavano fortemente adesi alla superficie pittorica, pertanto la rimozione degli stessi si è resa impossibile.

Su tutte le superfici dipinte sono stati eseguti impacchi di carbonato d'ammonio in acqua deionizzata, rimossi successivamente, i base a tempi prestabiliti durante prove preliminari.

Questa operazione ha permesso di individuare particolari pittorici precedentemente occultati da tali sostanze rendendo maggiormente comprensibili le opere al fine di un approfondimento storico.

Sulla parete a sinistra dell'ingresso, dove sono presenti diversi frammenti, la pulitura ha evidenziato particolari relativi a "San Giorgio e il drago" come le scaglie appartenenti al corpo del drago e dettagli relativi al cavallo del Santo.

Altra scoperta interessante è avvenuta su di un pilastro dove prima dell'intervento di restauro erano appena visibili tracce di un volto.

In seguito all'operazione di pulitura, si è potuto constatare che tali frammenti appartengono all'iconografia della "Madonna con Bambino". In questo caso sono riemersi oltre che tracce relative al volto della Madonna, frammenti relativi al volto del Bambino, alla sua mano benedicente e ad un piedino; sono visibili inoltre alcune pieghe appartenenti ai panneggi.

Un altro risultato sorprendente si è avuto sugli affreschi presenti nella nicchia absidale in cui è raffigurato il Cristo Pantocratore tra due Santi di cui quello sulla sua sinistra è stato identificato come San Michele Arcangelo; al di sotto dell'ala destra, è emersa una piccola figura inginocchiata, riferita alla committenza, racchiusa in un riquadro in atteggiamento pregante.

Sulla parete situata a destra dell'abside, sono state identificate tracce relative ad un altra Santo du cui ora sono ben evidenti particolari come il nimbo perlato, il simbolo dell'agnello racchiuso in un medaglione e sopratutto in basso è riemerso un frammento su cui è dipinta l'estremità dell'arto inferiore; altri frammenti sono presenti alla sia destra.

Si può ipotizzare quindi, che il Santo realizzato a tutt'altezza, facesse parte di una teoria di Santi.

Per quanto riguarda il restauro relativo alla Crocifissione di epoca più tarda rispetto agli altri dipinti, si è avuto conferma che trattasi di un palinsesto; saggi indagatori hanno confermato che al disotto, il dipinto più antico era presente solo in piccole porzioni limitate alla zona perimetrale.

Altri frammenti scoperti in altre zone, di cui una mano affrescata su di un pilastro e frammenti indecifrabili su di un altro pilastro, sono stati anch'essi puliti e consolidati.

 

  Indietro