GRAVINA PALEOCRISTIANA

Nel 1971, a seguito di un rinvenimento occasionale di alcuni frammenti di formelle in terracotta in località "Santo Staso", si eseguirono dei saggi di scavo in un fondo privato.

La campagna di scavo affidata alla dott.ssa Elena Lattanzi ha restituito una struttura delimitata da tre muri, un tratto di pietre sistemate a formare una strada. Un lato di uno, a prima vista è da datare in età posteriore rispetto agli altri due. A 35 centimetri dal piano di campagna è stato messo in luce uno stato paleocristiano di 6 centimetri, con tracce di bruciature, frammenti di ceramica. A cm 21 uno strato di epoca terdo-imperiale e frammenti di formelle. A 13 cm non è stato rinvenuto nulla , mentre al quarto strato, frammenti di ceramica apula.

Si è in presenza di un sito frequentato in periodo apulo a cui segue una fase di abbandono e una ripresa in periodo tardo-imperiale. A questa terza fase appartengono probabilmente le strutture murarie, che integrate e ripristinate in periodo paleocristiano, contenevano le formelle.

Queste, ora in deposito presso la Fondazione Pomarici Santomasi, sono state recuperate in numerosi frammenti.

Sono di forma quadrangolare, di impasto duro e compatto, di colore arancio. Sono ripartite in quattro quadrati angolari e quattro losanghe disposte a croce.

Le figure vanno, dalle croci alla palma di datteri, dai pavoni e simboli stellati, colombe. Foglie di edera su alcuni frammenti. I simboli sono tutti di epoca paleocristiana e le formelle posso essere datate intorno al VI secolo.

Le formelle di Gravina imitano dei modelli in marmo che erano utilizzati nelle decorazioni di architravi, transenne, plutei e stipiti di edifici di culto. Tipi di formele simili a queste sono state trovate in agro di Canosa e i motivi su di esse apposti avranno un'ampio utilizzo in periodo altomedievale in Puglia.

Tratto da : Vedi Gravina

 

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