Museo Capitolare di Arte Sacra

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SANTULLI FRANCESCO
Pittore
Gravina 1676 - ?

Francesco Santulli vede la luce in Gravina l'11 gennaio del 1676 dai coniugi Carlo e Beata Morella.

La studiosa Nuccia Barbone Pugliese lo ascrive alla bottega di Angelo Solimena mentre la Morra evidenzia una certa adesione alla scuola di Francesco Guarini.

La frequenza dell'Accademia dei Famelici, voluta dal Card. Orsini, dovette influire sull'ambiente artistico locale tanto da dare al Santulli un'orientamento accademizzante.

La prima opera nota dell'artista risale al 1705 : " La Pentecoste" collocata sull'altare omonimo della Basilica Cattedrale di Gravina. L'opera presenta riferimenti alla cultura di Angelo Solimena dalla cui Pentecoste del 1654 nella chiesa di San Michele a Solofra, sembrano attinti alcuni particolari.

Sempre nel 1705, il Santulli dipinge "La Pietà" , attualmente visibile presso il Museo Capitolare d'Arte Sacra di Gravina.

Fra gli inizi del 1706 e l'agosto del 1707, Francesco realizza una " Addolorata e Sant'Anna ai piedi della Croce"; la committenza di questo dipinto si deve alla Confraternita della Santa Croce. Il quadro fu richiesto per l' altare maggiore della Chiesa omonima collocata al di sotto della Cattedrale; sul dipinto fu apposto un Crocifisso ligneo.

Nel 1708, il Santulli viene eletto Procuratore della Confraternita di Santa Croce, mantenne questa carica per un'anno.

Del 1712 è la tela della Traditio Clavium commisionata per la chiesa di Santa Maria della Natività in Ascoli Satriano.

Tra gli anni 1712 e 1713 realizza una "Immacolata e Anime Purganti" da collocarsi sull altare della SS Concezione nel soccorpo della Cattedrale, questo dipinto attualmente è ammirabile presso il Museo Capitolare.

Nel 1714 Santulli riceve dal Card. Orsini alcuni incarichi, per primo realizza la tela di "San Francesco di Paola" per la chiesa Cattedrale, successivamente propone all'Orsini il disegno di un nuovo fonte battesimale; sempre su committenza del cardinale restaura alcuni dipinti della maggiore chiesa di Gravina.

Del 1716 è la "Santa Apollonia e Santi" posta in alto dell'altare di San Filippo Neri nella cattedrale, e, sempre in questo periodo realizza gli affreschi sulle pareti interne della nicchia di San Michele, raffigurano " L'Arcangelo Raffaele" e,sull'altra facciata, " L'Angelo Custode".

Nel 1719 gli viene dato l'incarico di affrescare le pareti di una sala dell'episcopio, con gli stemmi dei vescovi di Gravina, questi disegni, realizzati a mò di cornicione, furono coperti da pittura uniforme nel XIX secolo.

Nel 1722 realizza alcuni fregi per la navata centrale della Cattedrale, nel 1723 termina il grande ritratto convenzionale del Conte Unfrido d'Altavilla per la sagrestia della Chiesa Cattedrale; sempre di quest'anno è la "Santa Chiara con Santi", cimasa dell'altare della Sacra Famiglia della Cattedrale.

Del 1723 è anche la tela dell' " Estasi del Beato Giacomo" e il progetto del relativo altare per la chiesa del Beato a Bitetto. Quest'opera, insieme alla "Traditio clavium" nella chiesa di Santa Maria della Natività di Ascoli Satriano, sono le uniche opere, al momento, di cui si hanno notizie realizzate dal Santulli al di fuori della città di Gravina.

Tra la fine dell'anno 1724 e gli inizi del 1725, Santulli dipinge tre figure della "Immacolata Concezione" forse su committenza della Confraternita di Santa Croce che si occupava della gestione del soccorpo della Cattedrale; e tra il 1712 e il 1713 dipinge una " Immacolata con anime purganti" oggi visibile presso il Museo Capitolare d'Arte Sacra.

Un'altra "Immacolata" e visibile presso il museo della Fondazione Pomarici Santomasi, la data non leggibile non permette una chiara posizione temporale.

Tra il 1726 e il 1727 il nostro realizza gli affreschi di "San Domenico" e di "San Vincenzo Ferrero" ai lati della tela del " Battesimo di Gesù" di Francesco De Angelis. Detti affreschi gli furono commissionati dal vescovo domenicano Vincenzo Ferrero.

Sempre negli stessi anni viene dipinta la cimasa dell'altare San Giuseppe in Cattedrale, raffigurante "San Giuseppe e un Santo domenicano" e le tele di " San Nicola di Bari e San Nicola da Tolentino "; la " Madonna del Carmine con San Francesco Saverio e San Filippo Neri" per la chiesa del Purgatorio di Gravina.

Tra il 1727 e il 1728, il Santulli esegue un'epigrafe per la chiesa parrocchiale di Poggiorsini ed una tela del " Padre Eterno" per la chiesa di San Bartolomeo a Gravina.

A partire dal 1728 di Francesco Santulli non si hanno più notizie o riferimenti precisi, una nota del 1744 riporta un pagamento a nome di un Santulli per dipingere il nuovo coretto della Cattedrale, ma non possiamo dare per certo che si tratti del nostro.

Dell'artista non si hanno certe la data di morte nè il luogo di sepoltura.

 
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